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La natura non si mostra — si rivela. Lentamente, in un ciclo che non conosce interruzioni, la sua presenza permea ogni cosa. Soffio d’Anima è il tentativo di cogliere quella presenza — non il fiore, ma il fiorire. Non la foglia, ma il respiro che la muove.

Il colore, in questo percorso, non descrive: pesa. È la misura emotiva di ciò che l’occhio incontra nel momento in cui la distanza tra sé e il soggetto diventa abbastanza piccola da dissolversi. Quella dissoluzione non è una tecnica acquisita — è una visione che precede la fotografia stessa. Prima ancora di avere una macchina in mano, c’era la capacità, divenuta poi abitudine, di sfuocare il mondo con gli occhi: cercare soggetti, luci, colori e ombre per capire come sarebbero diventati senza contorni, senza una forma specifica, per svelare solo la luce e come essa modellava le cose con la leggerezza della dissoluzione — senza il peso e il confine rigido della forma. Quando il soggetto cede, il colore rimane. E in quello spazio tra il riconoscimento e l’abbandono abita l’immagine.

Ogni fotografia nasce da un’attesa che non si programma, ma si abita. Dall’accumulo silenzioso dell’osservazione quotidiana, dalle stagioni che tornano con la stessa forma e una luce ogni volta diversa. Una luce che non è soltanto fenomeno fisico: è energia presente nel creato, che si lascia percepire solo a chi si ferma abbastanza a lungo da smettere di cercare e cominciare a ricevere.

Soffio d’Anima è un ciclo aperto. Non ha una conclusione perché la natura non ne prevede.

 

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Except where otherwise noted, Lorenzo Fontanella - Libera interpretazione della luce by Lorenzo Fontanella is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.